Demotivare: un arte amata da chi non ama la Calabria

Demotivare è un’arte.  Dal Dizionario Treccani:  «privare di motivi, cioè di motivazioni, far scemare l’interesse e soprattutto lo stimolo interno a fare qualcosa».

I sistemi elettorali e i sistemi tout court si reggono, e le ultime elezioni europee sono lì a dimostrarcelo, su un tasso fisiologico di non votanti a cui si aggiungono votanti demotivati ad arte. Da chi? Da demotivatori di professione. Perché? Perché con un’astensione ampia, che magari tocchi il 40-42%, è facile giocarsi le proprie carte sul tavolo del voto di interesse, di scambio e di identità (quella poca che rimane).

Oggi tocca a noi invertire la rotta e dire basta ai demotivatori che in Calabria vanno dicendo che “è già tutto scritto”. Si tratta di una tecnica che i linguisti chiamerebbero “performativo”: far sì che le proprie parole ottengano un fine pratico.

Esempio: a forza di dire che vince il Centro Sinistra, alla fine si convincono gli elettori incerti a non votare. Altro esempio: a forza di dire che non serve a nulla – cosa magari anche vera – si finisce che non si cambia nulla e, di fatto, si finisce per non servire a nulla. 

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Author: D M