Shangai sì, Venezia sì. Cosenza no?

"Camminatori dormienti"

Palazzo Salfi, Cosenza: i “Camminatori” di Orrico e le “Dormienti” di Paladino

Shangai sì, Venezia sì. Cosenza? No, Cosenza no.Palazzo Salfi non è la Biennale di Venezia e non è nemmeno l’Expo di Shangai, ma l’ottocentesco Palazzo Salfi, nel rione delle “Paparelle”, è luogo da sempre ricco di ibridamenti. A costruirlo fu infatti Enrico Salfi che, incantato da Pompei, realizzò un plastiuco e fece costruire il suo palazzo sullo stile “pompeiano” della Casa del Poeta Tragico. Lo ammiriamo nel restauro curato da Mario Occhiuto, architetto e-  oggi – sindaco di Cosenza.

Nella piazza, tra le più belle, istallazioni provenienti dalla XI Biennale di Architettura di Venezia e dall’Expo di Shangai. Una è di Mimmo Paladino, “Le dormienti”. L’altra di Maurizio Orrico, “I viaggiatori”.

Shangai e Venezia le hanno viste assieme e a chiedere al maesto Paladino l’opera fu proprio Mario Occhiuto. Era il 2008 e il maestro Paladino accolse con piacere l’invito. Ma al maestro Paladino non piace che la sua opera, che è in loco da molti anni, rimanga a Cosenza.

Anche perché, nel frattempo, alcune attività all’interno di Palazzo Salfi hanno chiuso, che nulla hanno a che vedere né con l’opera, né con le istallazioni, né con il progetto di restauro. Poi leggiamo che c’è una storia legata al Cosenza calcio e a siti che riportano informazioni turistiche sulla nostra città e su Palazzo Salfi.

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Insomma, un rimpallo di cose che rischiano, come in un flipper impazzito, di mandare la pallina in buca anzitempo.

Un bel malinteso, amplificato dalla rete, che ovviamente fa paura quando rischia di mettere in cattiva luce chi nulla c’entra. Ma nemmeno Cosenza c’entra. E allora, perché Shangai sì, Venezia sì e Cosenza no?

Non è forse questa l’occasione per rovesciare la questione e, magari, esserci con più forza e determinazione? Quella forza e quella determinazione che possono fare del Sud una nuova polveriera culturale e non una miccia bagnata da mille compromessi?

 

Author: D M