dark-vador

Senza schemi, senza partito… Spartito!

I partiti sono macchine da guerra. Scontano sul terreno della legittimità, quanto guadagnano sul campo della forza. Macchine organizzatrici del consenso, i partiti hanno segnato, nel bene e nel male, la storia politica e sociale del secolo che si è da poco concluso. In questo scorcio di inizio millennio, però, sembrano essersi trasformati in meri catalizzatori di dissenso. Hanno mutato forma, imbiancato le strutture, rinnovato le élite dirigenti, ma il nocciolo della questione non sembra mutare.

I partiti sono “pars pro toto”, scriveva Simone Weil denunciando l’aberrante deriva di un mezzo che, a forza di credersi un fine, smarrisce ogni contatto con la realtà. I partiti, osservava la Weil, sono al tempo stesso sintomo e causa di un male ben più radicale: lo sradicamento. Sradicati dalle terre, sradicati dal senso delle loro azioni, sradicati dai luoghi del lavoro e delle opere, attraverso i partiti gli uomini si ritrovano sradicati anche da quella politica che dovrebbe orientarli nel mondo, anziché disorientarli all’infinito.

I partiti sono “idolatria sociale”, per questa ragione Simone Weil individua in essi una fabbrica di passioni e conformismi che di­stolgono da quella volontà generale e da quel bene comune che, a parole, preten­dono di rappresentare.

Author: D M