image1

Troppo schiavi


Scrive Simone Weil ne “La persona e il sacro” (Adelphi 2013), libro che consideriamo alla base della nostra pratica politica:

“In coloro che hanno subito troppi colpi, come gli schiavi, sembra morta quella parte del cuore che il male inflitto fa gridare di sgomento. Ma non lo è mai del tutto. Solo che non può più gridare. E’ immobile in uno stato di gemito sordo e ininterrotto.
Ma anche in coloro nei quali il potere del grido è intatto, questo grido non giunge mai a esprimersi né interiormente né esteriormente con parole coerenti.

Il più delle volte, le parole che cercano di tradurlo suonano completamente false.

Ciò è tanto più difficile da evitare in quanto quelli che hanno più spesso occasione di sentire che gli si fa del male sono quelli che meno sanno parlare. Per esempio non c’è niente di più orribile che vedere in tribunale uno sventurato balbettare davanti a un magistrato che fa lo spiritoso in un linguaggio elegante.

Oltre all’intelligenza, la sola facoltà umana veramente interessata alla pubblica libertà di espressione è quella parte del cuore che grida contro il male. Ma siccome non sa esprimersi, la libertà per lei è poca cosa. Innanzitutto, bisogna che l’educazione pubblica sia tale che le fornisca il maggior numero di mezzi espressivi.

Per la pubblica espressione delle opinioni ci vuole poi un regime che sia definito non tanto dalla libertà quanto da un’atmosfera di silenzio e di attenzione in cui questo grido debole e maldestro possa farsi sentire. Infine ci vuole un sistema di istituzioni che porti il più possibile alle funzioni di comando gli uomini capaci e desiderosi di intenderlo e di capirlo”

Author: D M